
Luci che pulsano a intermittenze più lente, spazio che torna ad essere vitale oltre che vivibile, l'ultimo sorso di un cocktail che proprio non si vuole lasciare. Gli ultimi residui di forze rimaste impegnati ad onorare Strobe (Deadmau5) ed applaudire Manuel (Le Saux), padrone delle chiusure che a chiamarle così sembra un paradosso, visto che vorresti non finissero mai.

E' l'Opening Party EDEN che volge al termine. "Finalmente" sembrano esclamare gli sguardi stanchi dello staff di DistillerieClandestine, "Purtroppo" urlano invece all'unisono quelli dei clubbers.
Un Opening Party così Eden lo aveva promesso, la gente lo aveva sperato e i Djs ci avevano scommesso. Scommessa vinta, e vincita ritirata. Basta vedere i sorrisi.
E se Daniel Kaufman in apertura fa capire subito come stanno le cose, fra un "Provider" di Marco V e la sua bellissima "Stalled", all'1e30 circa è Lui che sale in consolle, o in cattedra se volete: John O'Callaghan. Apre alla grande, continua meglio, finisce come di più non potevi sperare (Big Sky. SUA, dalla prima all'ultima nota).
La sala esplode lungo tutto il set, fra "Find Yourself" di Dash Berlin ed Exactly, composta insieme a Bryan Kearnley, i bpm aumentano ed anche le mani al cielo, poi diminuiscono e poi risalgono ancora. L'irlandese non sbaglia un colpo e il pubblico lo capisce e gradisce. Con "Linking People" si può percepire la connessione completata fra il dj ed il suo pubblico.

"C'è tutto", pensa un pr che sa di aver fatto bene il suo lavoro. E se non lo pensa dovrebbe pensarlo, perché con Eden quel che si promette si mantiene. Eden ha una parola sola e tante note. Vuoi una serata da pazzi? Vieni. Non la vuoi? Lascia stare, stai a casa.
"Non vedo l'ora di tornare!" esclama O'Callaghan staccando l'ultimo disco, prendendo l'ultimo applauso.
E se tutto questo non fosse bastato, se qualcuno avesse erroneamente pensato che di Dj di fama mondiale la consolle di Eden ne avrebbbe ospitato solo uno, ci pensa Manuel Le Saux a chiudere i conti. O a riaprirli, ridando nuova luce a una consolle, la SUA consolle, amica come solo la sua città può renderla. E in quel momento Eden torna ad essere un palco internazionale, perchè dopo l'Europa tutta, il Sudamerica, l'Asia, adesso è qui che Manuel Le Saux decide di regalare emozioni, ancora una volta.

E' un tripudio che non riesce a finire. "Brute" (Armin Van Buuren vs Ferry Corsten) "Strange World" di Push remixata dallo stesso Le Saux e ancora Aly&Fila con "We control the sunlight" (remix di Morph) e tutti a casa. Con Strobe. Con forza. Con la resistenza di chi vuole l'ultimo disco dopo il terzo o il quarto ultimo disco. Le Saux, di ultimi dischi, ne mette tanti. Forse qualcuno il biglietto lo ripagherebbe anche all'uscita. Non glie lo permetteremmo. I soldi restino in tasca, l'11 novembre si ricomincia, quando tornerà in consolle anche il grande, suo e nostro malgrado, assente giustificato FabioXB, e quando l'aria tersa d'Irlanda lascia spazio alla torrida alba turca. Con Ummet Ozcan. E così sia, grazie a tutti, si torna presto.. a toccare il suono.

Foto By Renato Vitelli & Alina Marti
