
“Tutto confluisce nel suono”
L’ha detto qualcuno di cui non ricordo il nome, sarà perché tanti dicono cose così giuste che la loro importanza supera quella del nome di chi le dice. Sia come sia.
Se tutto confluisce davvero nel suono, allora Eden Music Paradise è il più grande wormhole della storia dei Club. Come altro spiegare i gap spazio-temporali a cadenza mensile una volta varcata quella soglia? Nessuna esagerazione, solo constatazione. Eden ingloba microcosmi di persone, musica, artisti, li elabora e li tiene a sé per 5 ore. Dopodiché si esce, quasi all’albeggiare, senza essere davvero lucidi né davvero storditi. Troppo stanchi per parlare, spiegare, per quello c’è sempre tempo.
Spiegare cosa poi?

Vieni e lo vedrai. Ecco l’unica risposta. E se davvero resoconto dev’essere, che sia sincero nel resocontare che il resoconto non si può proprio fare. Al massimo si può riassumere. Suggerire. Suggerire di venire e vedere.
Per i meno fortunati, incoscienti, pazzi e incredibilmente spreconi, ciò che segue è ciò che vi siete persi.
Rob Van Gallandt, per il secondo evento Eden stagionale, ci regala un warm-up di tutto rispetto. Scalda la pista, è l’annunciatore ufficiale, colui che suona la tromba a raccolta, declina l’ordine del giorno, stende il papiro con il decalogo del buon Trancer. Voce numero uno: ballare.
E lui comincia a farlo fare.
Passano i minuti velocemente, la temperatura comincia ad alzarsi, si avvicina il momento di riprendere il papiro col decalogo, e saltare qualche voce fino ad arrivare alla 5: Ballare si, ma non fermarsi.

Ed è lì che prende in mano la situazione uno che di questo decalogo sta facendo la storia: Manuel Le Saux. Trasferire a chi non era presente le emozioni del suo set, in via eccezionale “spostato” nella prima parte della serata, è davvero impresa ardua. Ci sono parole che spiegano il suono ma chi scrive è meno bravo di chi usa il suono, invece, per spiegare le parole. Come Manuel. E allora che siano i beat a parlare, visto che in via eccezionale l’artista ci ha concesso la pubblicazione del suo set. Ascoltate, e poi ci direte. Ammesso che troviate giuste parole, ammesso che vogliate usarle. Io lo riterrei superfluo, sono sufficienti le immagini di clubbers impazziti, addetti ai lavori attenti, impressionati. Ci si chiede quale sia la sua magia, o se sia sapienza. Riteniamo sia l’unione di entrambe. La storia, quell’unione fra scienza e magia, l’ha chiamata alchimia. Che sia dunque Manuel un alchimista? Tracce al posto giusto, nel giusto momento, nel giusto contesto. Non lo sappiamo e non bramiamo di saperlo, tempo perso invece di ascoltare. Ascoltate, e poi direte.
Come fosse passato un giorno intero o forse nemmeno un minuto, arriva inesorabile il momento dell’ospite straniero. Ci piace chiamarlo così, un po’ perché lo è, un po’ per il concetto del “Benvenuto a casa nostra, ecco chi siamo, ed ecco cosa facciamo.” che tanto amiamo. E loro gradiscono, Ummet Ozcan gradisce, sorride. Sa che si divertirà e farà divertire.
Decalogo, punto 9: arriva al limite. Quale sia il suo, non è ancora ben chiaro. Sappiamo solo che il suo set è estremo, duro, violento. I bpm crescono, il suo sound si fa via via più poderoso, una piastra d’acciaio con bulloni al carbonio. Mettiamola così. E, per amor di metafora, chiariamo che i bulloni sono le sue produzioni, i veri cardini, i punti distintivi. Con Reboot raggiunge l’apice, la pista esplode, quasi stremata, ed è solo metà set. Sembra rallentare, ma accelera ancora, la cassa è un martello. Sorride, anche noi. Il pubblico conosce ogni traccia. Ma non chiederglielo mentre salta, balla, batte le mani, ti risponderà “Non lo sooo”. Troppo presi per pensare. Grazie anche a te, signor Ummet Ozcan dalla Turchia, o dall’Olanda, o più verosimilmente da una fabbrica di suono/metallo pesante. Alla prossima.

Ultimo punto del decalogo: c’è sempre il momento in cui devi lasciare. Con una dose finale di energia, il giovane Daniel Kaufman si occupa di un closing potente, come se ci fosse ancora tempo anche se in fondo non ce n’è così tanto mai, ma non è un addio bensì un arrivederci. E sarà proprio Daniel a riaprire le danze il 7 Dicembre quando, assieme ai nostri resident Fabio XB e Manuel Le Saux, visiterà Eden uno che la Trance ha contribuito a farla davvero, e non indugeremo nelle presentazioni. Il 7 dicembre, signore e signori: Giuseppe Ottaviani.

Tutte le foto della serata le trovate QUI nella sezione FOTO del sito.
Tranceitalia Staff
